Idee sul concetto della traduzione e del ghost writing
In un recente reading sulla traduzione e sul ghostwriting si è riacceso l’interesse verso uno dei due aspetti direi borderline della scrittura e della lettura.
Traduzioni e Ghost Writer
Mi ha sempre affascinato il mondo dei ghostwriter, di chi è bravo, ma talmente bravo da poter scrivere libri, di qualsiasi argomento, vestendo i finti panni di uno scrittore famoso che sta sfiorendo. O che ha troppi contratti e convention da seguire. O che è obbligato a far uscire un nuovo libro per Natale.
Uno stratagemma antico come la letteratura commerciale, nel senso della grande diffusione, dato che in queste file ci sono personaggi poi diventati famosi come Mark Twain. Anche i politici-scrittori si fanno aiutare massivamente nelle stesure, da giornalisti della loro parrocchia. Insomma un lavoro degno di essere censito fra le più alte pagine della ns. letteratura, ma che alla fine serve a pagare le bollette.
Si è anche parlato di traduzioni
È un mestiere antichissimo. Non proprio antichissimo come altri mestieri, ma di un’importanza enorme anche questo. Essenziale. Il primo approccio è avvenuto a scuola con due righe sul libro di letteratura che citavano Madame de Stael e “sulla maniera e l’utilità delle traduzioni”. Interessante, ma subito dimenticato: non era proprio il caso di fare domande e passare per filosofo in una scuola per aspiranti contabili di seconda fila.
Ritorna questo interesse per i traduttori, con la lettura di H.P. Lovecraft. Un autore che in un dato periodo della mia vita mi ha esaltato, baroccamente intricato, paurosamente moderno nella sua capacità di scuotere paure e dubbi sull’esistenza.
Ero giovane. E da giovane mi sono posto la domanda: se in italiano la sua scrittura è così contorta, ma lineare, come avrà fatto mai il traduttore a rendere tutto così bello, quando la sua lingua madre è un’altra? L’edizione era la Mondadori Economica e il traduttore Gianni Pilo. Da quel mio dubbio, poi ne è scaturita una ricerca. Mi incuriosiva leggere i traduttori, che 20/25 anni fa erano riportati nella seconda o terza di copertina. Ci trovai anche un mio idolo, Pino Cacucci, traduttore di molta scrittura Latinoamericana. E ci mancherebbe altro!
Oggi molto è cambiato. Il traduttore viene citato sulla copertina, insieme all’autore. Ma è come un encomio militare: allori, ma senza profumo. L’alloro è il simbolo della rivincita dei traduttori sull’editoria, il profumo, quello dei soldi, non c’è.
Appunto
Purtroppo un traduttore ora è equiparabile ad un operatore in un call center: unica differenza è che puoi lavorare comodamente seduto a casa sulla tua poltrona, ma bada che la poltrona sia comoda, perché sarà il tuo rifugio per i prossimi tre mesi dalla ricezione del romanzo originale… Una media di 8 ore al giorno, 10 cartelle, punte di 10 ore al giorno quando l’editor ti revisiona il tradotto, poi il visto-si-stampi o una frase gergale simile e poi 30/60/90 gg di attesa per ricevere il compenso che, detratte tasse, equivale allo stipendio di un metalmeccanico.
Per cosa? Solo per portare un romanzo in lingua straniera nel nostro paese, farlo amare agli italiani trasponendo dialoghi e metafore in italiano corrente, levigare asperità sonore d’oltreoceano, ma anche solo d’oltralpe, in un suono delicato che la lingua italiana ci regala ogni giorno, aprire la psiche di un personaggio alle nevrosi del popolo italiano.
Molto | Poco
Molto poco rispetto al lavoro del traduttore. Un lavoro tecnico di analisi del testo, un lavoro certosino di smussamento verbale, un amorevole allattare i personaggi del libro, per farli propri, per capirne vite e situazioni e darle ai lettori.
Come detto prima, tutto questo a casa propria, fra la pentola a pressione che fischia, un telefono che ronza, la vicina che grida a suo figlio che non vuole trovarsi un lavoro e l’adolescente del piano di sopra che impara a suonare la batteria.
Cercherò di linkare altro sulle traduzioni e i traduttori. E’ un argomento affascinante, pieno di mistero, di belle persone che lavorano con le parole, nascoste dietro le parole e dietro le copertine luccicanti.
Il discorso non finisce qui. Sappiatelo
Colonna sonora di questo post?
Ovviamente The dark side of the moon!
http://leparole.terre.it/articoli/categoria/0/post/99/la-scrittrice-fantasma
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